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Buona navigazione.

Nel chiuso del cuore, nel buio
di questa mia notte infinita,
attende la gemma spaurita
di schiudersi in fiore;
e tende la polla sorgiva
al balzo su rapida riva.
Ne emano la querula voce,
del rivo sognato
facendomi foce;
facendomi vano cantore
del boccio anelato
che mai fiorirà.

Il tempo, mio cuore, è passato
e sogni e speranze ed incanti
echeggiano antichi rimpianti
d’illusa realtà.
Ricordo (ma è solo un ricordo)
che il sole brillava nel cielo
dall’umo proruppi uno stelo
smanioso di luce; gli vidi
accendersi il capo di tinte
dall’iride in baci dipinte.

Che dolce memoria m’induce
che umani pensieri mi desta
quel correre incontro alla festa
per terre e per cieli di luce.
Ricordi di stimmi e di antere
di petali ed api in fermento
di danze amorose del vento
fervore di mie primavere.

Ancora vorresti sbocciare,
trascorse le tante stagioni?
Ancora vorresti sgorgare,
se ardore oramai non sprigioni?

Ma chiusa nel cuore, nel buio
di questa mia notte infinita,
vorrebbe la gemma avvizzita
dischiudersi in fiore;
e l’arida polla sorgiva
vorrebbe balzare alla riva.
Ne emano la querula voce,
del rivo sognato
facendomi foce;
facendomi vano cantore
del boccio anelato
che mai fiorirà.