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1147092_10201728031219169_1584561041_o-3-300x265[1]  Valtero Curzi

Ciò che caratterizza la poesia in lingua dialettale
è la sua estrema spontaneità nel linguaggio, dove i
concetti sono molto attinenti alla realtà descritta.
E la poesia diviene “verace”, perché in essa le
emozioni non sono filtrate nel linguaggio
predefinito, ma emergono chiare e limpide dalle
parole liberate da ogni accessorio espressivo. . La
poesia di Salvatore Pasquale è pertanto un
“guardare” e “contemplare” la vita con l’anima
poetica del quotidiano. dove nulla viene proiettato
oltre ciò che è dato avere.
E l’immaginazione poetica allora non deve
guardare “oltre”, ma solamente cogliere ciò che essa
vede, ma a quel punto nella definizione del quotidiano
essa non è più trasfigurare la realtà, come
lo è l’immaginazione, ma entrarvi dentro è definire
in poesia ciò che si oggettivizza avanti agli occhi e
nel sentire. Quello stesso sentire che nella poesia
dialettale non è altro che il vivere stesso e interpretarlo.
Se nella poesia in lingua il poeta racconta il -taciutonella
poesia dialettale e verace si definisce il -dettoma
visto questo attraverso quella sottile ironia che
è anche speranza e desiderio. Ma la poesia di
Salvatore Pasquale, se guarda la quotidianità in essa,
vi coglie non solo il particolare indistinto, ma da
esso rivolge lo sguardo contemplativo a un’universalità
che coglie anche la minuta cosa. La sua poesia
“verace” non scorge solo le piccole cose, ma in esse
Valtero Curzi da “Poesia e Colori nei Luoghi dell’Anima”

 

P1200429  Prof. Armando Ginesi Critico Letterario Console Onorario della Federazione Russa nelle Marche

Elvio Angeletti, Valtero Curzi, Alessandro Ledda, Lorenzo Spurio, Armando Ginesi, Salvatore Pasquale.
L’interessantissima serata si è svolta presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca ed è stata illustrata da un intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Senigallia Prof. Stefano Schiavoni. La lettura delle opere, per bocca degli stessi autori, è stata articolata con intermezzi musicali di vari autori eseguiti con rara bravura di Carlo Palestro.
I tre poeti (Curzi, cantore del tempo, interpretato con essenzialità e sintesi verbale di rara efficacia; Angeletti, interprete lirico di una natura intesa come progetto di bontà; Pasquale, espressione sentita di una visione malinconica della sua amatissima terra, Napoli, dietro la cui maschera festosa (come in quella di Pulcinella) si nascondono dolori e rimpianti) sono riusciti a creare un’atmosfera magica d’incanto e la potenza emozionale dei loro versi è giunta direttamente all’anima degli astanti, attenti e immersi in una sorta di religioso silenzio.
Tra gli ascoltatori erano presenti anche il critico letterario Lorenzo Spurio, il poeta milanese – di origine sarda – Alessandro Ledda e il diamico animatore degli eventi culturali del territorio Mauro Mangialardi.
Il Console era accompagnato dal coordinatore della Segreteria consolare cav. Renato Barchiesi. 06-09-2014
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