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un po’ della mia storia a pag.4 e 5

 

Paolo Muccio

Paolo Muccio

 

PRIMA_RESPIRI DI VITA“Il poeta dell’emozione puramente colta”
Conosco Elvio Angeletti da poco più di sei mesi e senza riserva o lode alcuna, mi permetto il lusso di affermare che sembra di conoscerlo da una vita. La figura di un uomo, figlio dei buoni vecchi valori di un tempo, riflette in maniera sublimemente pura e trasparente il suo essere poeta riflesso tanto dallo stile sfoggiato nei propri componimenti quanto dai temi in essi trattati.
Nei panni di un moderno Giovanni Pascoli nella definizione di una poesia come “nido” consolatore del mondo, la poetica di Angeletti offre un’esperienza di lettura fortemente immersiva proponendo un’analisi dal sapore saggio pur non disdegnando l’umile vicinanza con il lettore. Ciò viene reso soprattutto possibile grazie alla messa in gioco della propria essenza di poeta “eclettico” con la quale, per volere di un affetto quasi paterno nei confronti del pubblico, suole offrire una visione del reale caratterizzata da forti toni descrittivo – narrativi definenti aspetti della vita tra i più disparati arricchendoli spesso dalla propria esperienza di uomo prima ancora che di poeta.
Elvio Angeletti è il poeta dell’umile, del semplice, del quotidiano. Rifugge il “non detto” e il “tra le righe”, non cela né nasconde poiché guidato da uno spirito chiaro e veritiero. E’ il poeta innamorato dei luoghi visitati, delle persone conosciute per la strada, delle istantanee rubate con lo sguardo alla nudità della vita. Ma soprattutto, egli è il poeta dell’emozione colta, descritta e raccontata con gli occhi e le parole di un adulto che mai ha saputo lasciare la mano del bambino che è stato.
Sorge, qui, un nuovo rimando al Pascoli ed al suo “fanciullino” come sinonimo e metafora di purezza e candore che sopravvive nell’uomo adulto, delle potenzialità poetiche a servizio del benestare dell’animo umano, della sensibilità speciale, che gli consente di caricare di significati ulteriore gli oggetti più comuni. Proprio la presenza di tali fattori, che personalmente considero di somma importanza e tratto caratteristico della sua poetica, permettono l’apertura ad una vasta gamma di sfumature emozionali liberamente interpretabili da chiunque, poiché da chiunque risultano fruibili le tematiche ed il linguaggio proposto come interessante spunto di riflessione presentato sempre con la stessa aura d’amore e tolleranza dimostrata al prossimo quando, una volta svestiti i panni del poeta, non rimane altri che Elvio, l’uomo del “saper vedere” e del “saper dire” con sincera umiltà.

In conclusione, forte di un’intensa seppur ancor breve esperienza dell’autore vissuta tanto dal lato umano quanto da quello poetico, non serbo alcun timore di riverenza nell’affermare che leggere Elvio Angeletti è leggere scorci di vita raccolti in un artistico mosaico nel quale, alle volte, risulta alquanto complesso non potersi riconoscere.
L’amico e poeta: Paolo Muccio

 

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Lorenzo Spurio

Lorenzo Spurio

 

PRIMA_RESPIRI DI VITAIl critico milanese Michele Miano che apre la nuova raccolta poetica di Elvio Angeletti, Respiri di vita, edita per i tipi di Intermedia Edizioni nel marzo 2015 con una prodigale ed efficace sintesi nell’analizzare il testo parla del potere di evocazione che ha la poesia di Elvio Angeletti. Mi trovo perfettamente d’accordo con lui in tale commento nella misura in cui l’evocazione sia da intendere come trasposizione che Angeletti fa dal personale (dunque le vicende intime, le sue relazioni con altre persone, i suoi ideali, etc.) trasfondendo il tutto a un livello superiore, direi quasi universale.Elvio Angeletti è un poeta che ha la sua terra veracemente connotata nel suo sangue e proprio per questo non può che dar sfogo nell’atto creativo della poesia a scenari paesaggistici quasi sempre in compagnia dell’amato mare Adriatico dal quale vive vicinissimo, ma anche di una attenzione particolare nei confronti dell’elemento naturale: Angeletti non è solo un vivido poeta dello scenario mare, ma oserei dire dell’ecosistema mare nel suo complesso. Sfogliando pagina per pagina di questo libro i gabbiani, i cavallucci marini, le stelle marine e tant’altro sembrano fare un percorso assieme a noi.Il poeta si muove tra fasci di luce che descrivono le varie fasi del giorno (sono descritte varie albe e tramonti) ma sa essere anche un sodale compagno nei momenti di buio dati però dalla presenza della luna che, più che rassicurare l’animo, viene vista come “spavalda” forse perché unica padrona egoista nel cielo notturno se non fosse per quell’immensità di stelle che fioche e ad intermittenza rischiarano i cieli d’estate come se il nero nel quale sono sprofondate non sia che una morbida ed infinita coperta a protezione di noi tutti.

In questo libro c’è molto dell’Elvio personale ossia da riferirsi a un mondo prettamente domestico, privato e fortemente intimo e ce ne rendiamo conto leggendo una serie di poesie d’amore (le più dirette ed espressive, ma anche le più profonde e radicate) dedicate all’amata, a sua moglie che da tanti anni condivide con lui la sua vita.

Come ogni uomo è interprete del tempo che vive non mancano brevi accenni ora qui ora là a chiare preoccupazioni dell’Elvio in campo sociale che dimostrano, anche sulla carta, un animo pervicacemente autentico, naturale, improntato alla difesa del bene comune. Elvio si descrive a tutto tondo non mancando di osservare con un pizzico di autoironia il tempo che imperituro incede e che cambia le cose: ci fa perdere persone amate, ci fa diventare vecchi nel corpo ma non nella mente, ci fa vedere un mondo in cui è difficile scorgere la beatitudine, il senso di fratellanza e la felice speranza che invece era possibile nutrire in passato.

A dominare sono i colori, i cambi di luce, gli odori forti del mare con la sua salsedine e il lezzo opprimente delle alghe nonché i richiami a un mondo sonoro incontaminato e che ha la voce delle onde. Elvio è il cantore della natura cosi come è e come vorrebbe che si conservasse nel tempo. Splendente e felice, coralmente partecipe alle attività dell’uomo, ricca di suggestioni, lasciando trasparire un forte orgoglio di essere abitante di un piccolo centro della fascia adriatica. E come è intuibile possa essere per un poeta che ha la sua terra nel cuore e che ha il dono della forte espressività del verso, Elvio è classicamente fedele a un sistema di elementi poetici inscindibili al testo strutturale del componimento quale la sonorità (in alcuni versi anaforici sembra di percepire l’avanzata e il ritirarsi delle onde) e la dimensione melodica: la poesia che chiude il volume è intitolata e dedicata “Euterpe”, divinità della melodia spesso raffigurata in unione ad un flauto. Euterpe letterariamente è “colei che rallegra” e trovo che la poesia di Elvio, scantonando poche cupe riflessioni e grumi esistenziali, sia senz’altro positiva in questo senso: allieta il lettore, lo fa sognare in territori che sono però del possibile e non dell’inverosimile, lo abbraccia e ne ravviva il ricordo dell’infanzia. Lo rallegra e lo fa sentir bene come un abbraccio di un caro che si è perso nel corso del tempo e di colpo si è ritrovato.

Lorenzo Spurio – critico letterario

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Silvana Stremiz

Silvana Stremiz

Ho letto “Luce” di Elvio Angeletti

Isbn 976-88-9089-0

Abbiamo tutti letto i grandi poeti del passato, li abbiamo letti e studiati sui banchi di scuola e spesso con noia e costrizione, solo nel tempo siamo riusciti ad apprezzarli veramente. Pochi di noi compriamo o leggiamo attentamente “il poeta “ contemporaneo. Quasi tutti sono solo nomi sconosciuti ai più di noi.

Ho letto “ Luce” di Elvio Angeletti: una poesia, la sua, che non annoia mai, che trasforma in positivo qualsiasi situazione., che si apprezza sin dal primo verso.

Uno spettacolare cammino tra le pagine della vita, quello di Angeletti, un poetare sempre positivo dove non mancano gli affetti , i figli, la fede e l’amore. Una poesia raffinata, positiva ed illuminante. Non a caso si intitola “Luce“ questa sua opera poetica, perché è tutto “un’illuminazione” il suo narrare .

Elvio Angioletti, una persona semplice con il dono di saper trasmettere immagini mediante l’uso della parola dice Claudio Tonelli nella sua prefazione.

Sento il tempo che lentamente mi scorre dentro /

un battito scandito ritmicamente/ in armonia con il resto del mio corpo.

Tratto dalla Poesia: Il Mio Tempo.

Colsi nel giardino/ dei poeti stille di sole/ e amore/

le mescolai con fogli di seta e organza/ e dopo il temporale

Tratto dalla poesia : Colsi Una Lacrima

Siamo ritagli in un mondo che scivola via/

Abbiamo lacrime silenziose salate/

Tratto dalla poesia : Ritagli

La sua poesia non è mai banale né scontata ed è sempre comprensibile ed emozionante , un intenso raccontare. Un quadro imperfetto come imperfetta è la vita , ma così perfetto è il suo dipingere le sfumature “dei respiri”, con pennellate di emozioni , di gioia, di amore e di speranza. Un inno alla vita, all’amore e alla Fede, la poesia di Elvio Angeletti.

Silvana Stremiz

 

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Michele Miano

Michele Miano

Michele Miano Presentazione presso la libreria ” il Papiro” Milano 04-10-2014

Elvio Angeletti —  Poesia dalle immagini evocative. Così può essere definita l’attività letteraria di Elvio Angeletti. La liricità e il sentimento della natura, il senso della religiosità, la tensione allo spirituale che trascende il dato reale, le vivifiche descrizioni liriche di sapore pascoliano, sono gli elementi catalizzanti dell’ispirazione di Angeletti. E poi i ricordi, la memoria che riaffiora, i sentimenti genuini, l’attaccamento alla propria terra marchigiana, la purezza cristallina dei sentimenti che rafforzano l’impeto emotivo dell’ispirazione del poeta. Angeletti è un poeta che ha anche sofferto. L’attuale e drammatico problema del lavoro, gli ha permesso di ritagliare una maggiore dimensione interiore , una riscoperta di un mondo mai sopito ma sempre latente, in bilico per tanti anni, in un appartato e lacerante silenzio. La sofferenza e un certo disagio esistenziale hanno contribuito nel cogliere ciò che il poeta aveva in parte soffocato, per divenire, forse a una “poetica di tutti”: essere uomo nella sua pienezza.
Michele Miano

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Anna Grossi

Anna Grossi

Anna Grossi  – Pittrice – Critico D’arte e Letteratura

Dalla raccolta Oltre L’ Infinito

Le poesie di Elvio Angeletti esprimono

Il desiderio e il coraggio di” mettersi in gioco” e si
pongono come verifica nella vita di un uomo e poeta,
giunto al traguardo della maturità.

 In questo libro esprime un dialogo chiarificatore al
proprio –io- incamminandosi verso un processo liberatorio,
autocosciente e consapevole nella riflessa libertà interiore.

 Il suo è un preciso invito alla risoluzione della crisi
della parola, al contatto umano, alla comunicazione
sempre nuova, diversa, per Elvio, più matura e completa.

 Con la forza di un segno grafico inconfondibile, di una
piacevole mano ricca di romanticismo artistico, Elvio sa
infondere al lettore serenità e sentimento, innalzandolo
in volo oltre l’infinito.

 Il Poeta, con ricchezza di immagini sempre vivide, e
armoniose, sa riconciliaci con la vita in questi tempi di
prepotenza e dissolvenza dei valori morali e spirituali.

Anna Grossi Critico Di Arte e Letteratura

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Mauro Toninelli

Mauro Toninelli

Mauro Toninelli Prefazione ( dalla raccolta Luce )

Aver deciso di aprire queste pagine, significa rischiare di chiuderle diverso da prima. Leggere frasi, parole, che accostate con quella strana cadenza che è della poesia, assumono senso inatteso, sorprendente e illuminante. A questo punto ci si trova davanti a una scelta: vedere o solo leggere. L’una o l’altra non sono la stessa cosa, davanti alle poesie Elvio Angeletti,. Una scelta implica qualcosa di più, qualcosa che i poeti, tutti, chiedono a chi li legge, ma che non tutti i lettori sono disposti a dare. E la scelta non sempre è conscia, spesso l’anima sceglie per noi. E si scopre solo alla fine di avere la chiave per osservare da vicino i dettagli e i particolari; quella stessa chiave che ti permette di scorgere anche l’immensità e la complessità di paesaggi, di realtà, di vicende nella loro interezza: la luce.
Luce. Così si intitola questa raccolta di poesie di Elvio Angeletti, perché è proprio la luce, a volte della luna, a volte delle stelle, altre del giorno o artificiali, fino ad essere esterna, apparentemente, all’immagine dipinta dalle parole. Il presente, il passato e il divenire si intrecciano e si fondono, si incontrano e si allontanano, dialogano e si separano, delicatamente fusi e legati da qualcosa che si insinua dentro di essi; quel qualcosa che ne diviene parte, che si scopre necessaria, restando qualcosa di diverso ma mescolando la propria natura con la loro e trasformandosi così nell’entità che permette il totale godere dell’anima.
La luce che si insinua e si rende necessaria perché gli occhi del poeta, sia umani sia dell’anima, vedano la grandezza del piccolo particolare e la particolarità dell’enorme paesaggio o del ricordo. Quella luce che diamo per scontata ma che qui, nelle immagini che le poesie di Elvio dipingono verso dopo verso, scopriamo essere fondamento al nostro scorgere a fondo e al suo scorgere da poeta, innamorato della vita e delle cose semplici.
Senza apparentemente legame, le poesie si susseguono, portano il lettore da una sera a una notte, da una ricorrenza alla descrizione del volo delle rondini. Semplicità, storie di tutti i giorni, situazioni comuni diventano l’ispirazione per l’animo di Angeletti per fare poesia, per cristallizzare un concetto, un’idea, un valore, una sensazione, nel movimento della vita. Metri e versi diversi che si adeguano al canto dell’anima del poeta e che riportano quel concetto cristallizzato a ritrovare il moto della vita, perché questo Angeletti non lo dimentica.
Siamo nella vita illuminati da una luce che si apre con “Esistere”, sottolineando che l’amore fa esistenza e si chiude con “ A mani strette” invitando ancora ad amare. Cioè ad esistere. Come a dire con cambi di ritmo, versi, rime, personaggi, storie e soggetti che si vive se si ama e in mezzo può esserci solo la vita, da vedere, assaporare, sbirciare, godere… ma questo si scopre solo con la luce adatta a situazioni e anima. Quell’anima che con occhi nuovi è ora capace di “pregare cercando la luce” divina in una piccola “ Fiammella di Pace”

Mauro Toninelli Brescia – giornalista e scrittore

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Mauro Romano

Mauro Romano

Mauro Romano Recensione dalla raccolta (Trasparenze Interiori )

E’ la poesia del sole, quella di Elvio Angeletti, o del mare che agita le sue onde in sintonia con i moti del cuore, della pioggia che scende a purificare le brutture dell’universo umano o della luna che concede sempre un luminoso raggio per indicare la strada maestra a chi ama bazzicare tra sogno e realtà.

E’ l’emblema dei sentimenti che sprigionano aloni di calore umano ed atmosferico, – a mo’ di novello D’annunzio, con debite proporzioni – evenienza tipica di una persona pura e limpida nei sentimenti, negli affetti più cari, nel suo porsi tra le peripezie del quotidiano … superandone avversità con l’avventurarsi, o il rintanarsi – a secondo dei casi – in un placido sogno, in un mansueto desiderio … per poi ritemprare le membra nelle speranzose notti dell’esistenza … e ripartire alle luci della nuova alba.

Dignitoso, scorrevole, di facile apprendimento, colloquiale col suo interlocutore – sia esso il mare, il sole, la luna, la donna amata, oppure figure trascendentali – il suo verso forgia tematiche tanto care al nostro autore al punto da confondersi con loro ed in loro o perfino con l’Aldilà. L’intrecciarsi dei sentimenti ai suoni della natura; lo sfiorarsi della dita come un alito di vento; il volo di un gabbiano che posa sullo scoglio … plasmano un proscenio tutto da vivere anche e soprattutto quando sono l’amicizia e l’amore per la donna amata a regnare sovrani … quando il grido di speranza rivolto al buon Dio lascia posare soavemente lo sguardo al di la delle nuvole, ricamando con un filo sottile ed impercettibile sensazioni che danno fiducia e voglia di esserci. Ed è così che Elvio attracca ad una “Poesia dal Volto Umano”.

E anche quando variopinte Immagini edificano un ponte tra il reale ed una dimensione ‘ultraterrena’, il nostro poeta rimane coi piedi per terra, osannando e ringraziando il ‘Cielo’ per le bellezze del creato che ispirano i suoi versi, figurandone il suo “Modus Vivendi” semplice eppur concreto, delicato eppur dotato di indubbia forza interiore, nebuloso eppur limpido.

Non a caso i fenomeni della natura trasumano negli umori dell’anima e ne scandiscono i battiti e le prerogative di un’esistenza dignitosa, nella sua semplicità e negli indubbi pregi artistici che il suo verso sciorina in modo inconfutabile e per niente aleatorio. E’ Così, dove la sua poesia non può arrivare con gli occhi, ci pensa la sensibilità della mente a scavalcare le nubi, poggiando su una Fede che non viene mai a mancare, consentendo allo spirito di cibarsi di sensazioni a tratti idilliache, altri bucoliche, altre ancora semplicemente imbevute di realtà.

Tutte a portata di mano, benché la delicatezza della sua interiorità traspare in versi piacevoli e di ottima fattura ora che Elvio, e con invidiabile trasparenza, si mostra in grado di aver recepito i concetti basilari di una scrittura semplice ma arricchita di contenuti rivolti al sociale, colmi d’umanità! L’incontro istintivo tra il cane ed il povero ne sono testimonianza.

Senza far rumore, scivolando sulle onde di sentimenti puri e mai fuori dalle righe, l’Angeletti confeziona stille di poesia che presenta al lettore senza far rumore, quasi in punta di piedi … perché la discrezionalità dei suoi sentimenti, la correttezza comportamentale sono proprie del nostro autore che ha acquisito nel tempo consapevolezze strutturali e di contenuti che gli consentono di effettuare un significativo passo in avanti nell’ormai asfissiante panorama della poesia contemporanea. E distinguersi, per signorilità e per la tematica trattata.

Elvio Angeletti vi entra dalla porta principale e a testa alta, spigolando nei vicoli della memoria e nelle angustie del quotidiano, traendone traboccanti nostalgie e linfa vitale nelle reminiscenze dei suoi percorsi allacciate ad un presente di soddisfazione per quanto vissuto e creato. Da protagonista semplice, umile, che non avverte il bisogno di sbattere la porta, neanche quando si riferisce all’incertezza del futuro che verrà!

E anche quando Il “germe della malinconia” allunga la fredda mano ombrosa, c’è la sua forza d’animo a sconfiggerla con un semplice sorriso al mondo nelle sue variegate sfaccettature, siano esse procurate dalla gioia di un bimbo o da un volto rugoso … sia che la complicità venga chiesta a sole, mare, stelle, luna, Dio … o che sia una goccia di pioggia purificatrice a pacificare il proprio universo interiore col mondo.

Tematiche care al nostro autore che concepisce la vita in senso trasversale, fondendo i fenomeni dell’universo ai sussulti del cuore in un unico battito, in un’unica speranza, in un unico desiderio. In un’unica forma di vita che abbia lo scopo di corroborare il motore della nostra esistenza con i giusti ingranaggi, sempre in modo dignitoso e con estrema onestà!

Mauro Romano ( poeta – scrittore – giornalista- Critico d’arte e letteratura ) Napoli gennaio 2013

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Valtero Curzi

Valtero Curzi

Valtero Curzi Dall’antologia ( Il Profilo Delle Voci)

La poesia di Elvio Angeletti è un viaggio nell’anima. Il ricordo allora diviene immagine che nella parola si fa emozione “desiderante”, e come la memoria, “riprende” aspetti della propria vita. La sua poesia se si veste di memoria e di desiderio, non ne è però contaminata dalla malinconia, non subisce l’influenza di ciò che viene “mancando”, ma all’invero essa diviene orizzonte in cui guardare a nuovo. La memoria e il –desiderio sognante- divengono –vivere-, assumono cioè quella caratteristica emozionale di sguardo diverso sull’esistenza. Elvio è il poeta del –viaggio- emozionale, il viator dell’emozione, che nel proprio cammino vede sé ma soprattutto il suo mondo , quello vissuto attraversato il ricordo e quello presente scrutato nella semplice e profonda meditazione di ciò che lo accoglie. In questo viaggio l’anima –desidera- , e il desiderare ha necessità di definire nuovi “mondi possibili, ed in cui sognare e porre i propri desideri. Questo determina nei suoi versi una liricità che sembra sostanziarsi dal reale, quasi sorvolarlo senza esserne intaccata e influenzata. Ma i suoi versi non sono solo sognanti , tutt’altro, planano di tanto in tanto per trasformare il sognare in desiderio affettivo, e concreto. La sua poesia diviene allora messaggio in sé, ed ha un linguaggio chiaro e semplice per definirsi in immagini poetiche: lo sguardo dell’anima che sogna, ma sogna sapendo di sognare e in un orizzonte concreto. Il verso diviene quindi idealità a visioni d’esistenza nuova, che definiscano con magione genuinità e chiarezza il vivere umano. Elvio compie un viaggio d’emozione per definire scenari diversi e maggiormente coinvolgenti. L’onirico vuol uscire da sé per divenire e definirsi, e in questo cammino tende inevitabilmente all’azione concreta. Il sogno allora non è miraggio ma attenta definizione di un nuovo “voler essere”.

Valtero Curzi filosofo – critico letterario Senigallia 2012

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Armando Ginesi

Armando Ginesi

Prof. Armando Ginesi Critico Letterario Console Onorario della Federazione Russa nelle Marche

Elvio Angeletti, Valtero Curzi, Alessandro Ledda, Lorenzo Spurio, Armando Ginesi, Salvatore Pasquale.

L’interessantissima serata si è svolta presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca ed è stata illustrata da un intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Senigallia Prof. Stefano Schiavoni. La lettura delle opere, per bocca degli stessi autori, è stata articolata con intermezzi musicali di vari autori eseguiti con rara bravura di Carlo Palestro.

I tre poeti (Curzi, cantore del tempo, interpretato con essenzialità e sintesi verbale di rara efficacia; Angeletti, interprete lirico di una natura intesa come progetto di bontà; Pasquale, espressione sentita di una visione malinconica della sua amatissima terra, Napoli, dietro la cui maschera festosa (come in quella di Pulcinella) si nascondono dolori e rimpianti) sono riusciti a creare un’atmosfera magica d’incanto e la potenza emozionale dei loro versi è giunta direttamente all’anima degli astanti, attenti e immersi in una sorta di religioso silenzio.

Tra gli ascoltatori erano presenti anche il critico letterario Lorenzo Spurio, il poeta milanese – di origine sarda – Alessandro Ledda e il diamico animatore degli eventi culturali del territorio Mauro Mangialardi.

Il Console era accompagnato dal coordinatore della Segreteria consolare cav. Renato Barchiesi. 06-09-2014

 

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Giuseppe Orciari

Giuseppe Orciari

Onorevole- Senatore – Giuseppe Orciari

Caro, Angeletti Elvio
Grazie del libro “LUCE” e del gentile pensiero.
Da un primo sguardo, da una lettura sommaria, l’ho trovato molto interessante.
Non sono un competente in materia, ma da cittadino normale al quale piace leggere,
lo considero un bel traguardo raggiunto,
Tanti auguri, perché il prossimo futuro riservi ulteriori sempre maggiori, soddisfazioni.
Molti saluti estendibili alla tua famiglia.

Onorevole Giuseppe Orciari
Marzocca di Senigallia 22-10-2014

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Mauro Romano

Mauro Romano

  LO SBARCO DEI SOGNI

Luglio 2012

Rubrica di
LETTERATURA, MUSICA, ARTE , CULTURA, SPETTACOLO a cura di

Mauro Romano

Elvio Angeletti, “Oltre l’Infinito” lampi d’artista tra colori e parole
Elvio Angeletti nasce a Senigallia in provincia Ancona il 06-05-1954 e vive a Marzocca, piccolo paesino della riviera adriatica. Sposato e padre di due figli fin da ragazzo ha avuto la passione dell’Arte iniziando a dipingere fin quando non ha formato famiglia, poiché, il lavoro non gli consentiva di avere i necessari spazi di tempo da dedicare al suo ‘primo amore’: la Pittura!
Il fervore artistico/culturale, più forte di ogni ostacolo esistenziale, lo ha invogliato, però, a cimentarsi continuamente in diverse branche dell’arte e della letteratura. Ed è così che ha iniziato a scrivere circa quattro anni orsono, benché soltanto dall’inizio del 2011 si è affacciato al pubblico con un sito www.elvioangeletti.it e ad un blog collegato lepoesiedielvioangeletti.blogspot.it – pubblicando anche su Facebook.

“Cose semplici”, come lui stesso asserisce, che ora mette a disposizione di chi come lui ama le cose belle della vita. Le sue storie sono di vita vissuta, alcune personali, autobiografiche … altre rilevate da vicissitudini di amici o di episodi conosciuti attraverso i media.

Il 24 luglio 2011 entra a far parte dell’associazione culturale “Il Capricorno”; occasione in cui fa conoscenza della nota pittrice nonché critico d’arte e letterario Anna Grossi . Successivamente partecipa alla 2a Biennale Di Arte e Letteratura “International Award For Culture – Città di Senigallia” in qualità di Artista espositore.

Il 13 Agosto 2011 concorre alla maratona di poesie in Senigallia tramite l’associazione culturale “Nelversogiusto”. Il successivo 04 Settembre 2011 si classifica al 2° posto allo “International Award For Culture” con la poesia ” Parole nel Silenzio”, ricevendone l’onorificenza “Diploma Internazionale Belle Arti – Sezione Letteratura”.

La sua a prima raccolta di poesie “Oltre l’infinito” Edizioni “Capricorno“, viene presentata a Senigallia Il 15 novembre 2011 in occasione della mostra d’arte “Colori e Parole nei luoghi dell’anima”.

Il 03-12-2011 a Chiaravalle partecipa alla mostra per il 150° Anniversario Unità D’Italia con la poesia “Tre colori” ed il 03.01.2012 al Premio letterario “Zeno Fortini Barchi”. In quest’ultima occasione due poesie, ‘Frasi nel vento’ e ‘Raggio di sole’, entrano a far parte della raccolta di scritti poetici e stampate dal Comune di Barchi in “Poesia & Poesie”.

A Viganò – Lecco – il 24-03-2012 viene chiamato a partecipare alla giornata mondiale della poesia. A Cuorgnè (TO) partecipa a “Sentieri di Pagine” Salotti Letterari dal 25-04-2012 al 01-05’2012. Lo scorso 30 aprile ha vinto il 2° premio al concorso nazionale letterario “Il sorriso della poesia” con premiazione tenutasi a Gragnano – Na – . Poesia premiata: “Il punto”.

La sua poesia ”La vita un cerchio” è entrata a far parte del “MUSEO EPICENTRO – COLLEZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA SU MATTONELLA” Sito in Barcellona P.G. (ME) attestato in data 21-04-2012

Elvio Angeletti secondo noi

Poesia discreta, intima, semplice, profonda … quella di Elvio Angeletti. Versi che leggi e che non hai bisogno di sforzare la mente per capirne da subito il messaggio, spedito attraverso una prosperità d’immagini che sciorinano situazioni di vita vissuta, oppure scrutata tra gli intrecci del mondo che lo circonda. Anche perché, sebbene a volte il nostro autore tenda a calcare la mano, non si esime dal chiudere il cerchio delle vicende prese in considerazione.

Anzi, il suo verso tambureggiante, per certi tratti crudelmente asfissiante, inserisce spesso e volentieri le ‘marce alte’ affinché le sue riflessioni – siano esse lamento, sgomento o estasi – vengano ingabbiate dal lettore per condividerne affetti ed effetti. E farle sue! “Frasi al vento … frasi che echeggiano … frasi di parole … frasi di un giorno di sole …”. Oppure “Piccolo punto … un punto di farfalla … punto di una goccia di rugiada … un punto ruotante … da un piccolo punto perfetto nasce la vita !!!” … e via discorrendo. Caratteristica tangibile quella di erigere un proprio fortino in una ‘puntigliosa personalizzazione’ che non teme di sfidare eventuali ‘insofferenze’ del lettore: “Vorrei essere una farfalla/Vorrei essere una farfalla e volare/Vorrei essere una farfalla e volare da te …” oppure … “E’ la tua luce, una luce profumata di gioia io ti guardo e in quel raggio di luce mi perdo”.

Ma nella sua poesia – che sia un verso oppure un dipinto – c’è sempre lui! E’ il suo stile, il suo temperamento a scortare il viaggio di versi apparentemente leggeri, ma con la capacità di squarciare abissi, cieli, orizzonti, cuori, sentimenti, segreti … : “Un tuono assordante … a specchiarsi solo i lampi … tende la mano al blu della notte … lasciando al cielo il blu del mattino … onde vorticose, rumorose battono gli scogli … la ragione di un giorno di sole fa sciogliere il cuore … dopo aver perso il frutto che con amore custodivi dentro di te … i miei pensieri rimarranno dentro di me nemmeno il silenzio li leggerà”.

C’è lui quando affiorano nostalgiche malinconie che hanno scelto una strada diversa dai suoi desideri, dalle sue ambizioni, ad ogni proseguimento di: “Se riuscissi … Se le parole … Se ti senti … Se il solo pensiero … Se ad ogni mio pensiero … Se mi fosse possibile …” o più semplicemente: “Ricordi di bambino, le corse con gli amici dall’erta torre, alla chiesetta …”.

Poesie tenute al guinzaglio da un lirismo che sconfigge la paura di poggiare nel rigo un verso rumoroso eppur titubante, nella prospettiva di scorgerlo immerso negli anfratti più segreti dell’animo umano. E affidargli l’ingrato compito – quale minatore che estrae preziosi allo stato grezzo – di riportarlo alla luce del sole affinché: “Ai prati darei luce e calore nel vedere bambini giocare. Darei scintillio alle fontane …”, per lanciargli una nuova sfida, e fare i conti nella spossa di una quotidianità che a volte prende e a volte da … senza chiedere il permesso.

Ed è così che sentimenti speciali, quali l’amicizia a cui Elvio crede tanto, facendone una ‘religione di vita’, gli vengono in soccorso in tutta la sua delicatezza: “Sei per me, una goccia di rugiada posata sopra un petalo di fiore che brilla baciato dal sole. Vorrei che nemmeno un alito di vento, la faccia mai cadere, per non vederla rompere”… a ridargli fiducia e tempra per nuove vicende: di arte e di vita!. Questo sia che assuma un senso speranzoso: “L’amico è quello che ti da tanto senza chiederti nulla” … o solidale: “ … creerei nuove poltrone per farci sedere un amico che soffre…”, figurando il nobile sentimento in tante sue sfaccettature.

Ed è così che quell’alone di sogno, d’incanto, di nostalgiche visioni – così bravo Elvio a crearle e magari a ‘navigarvi dolcemente in questo mar’ … – finisce con l’approdare “Oltre l’Infinito” dove: “Hai mai pensato che oltre c’è un mondo infinito? Oltre l’infinito c’è la vita?”… e “sognando di volare oltre quell’aquilone tenuto dalla mano di un bambino …” … o per zuppare anche quel tozzo di pane oltremodo raffermo … nel condimento estremo di una dignitosa esistenza. “Il sole sempre alto cerca di aprirti il cuore, spruzzi d’acqua salata ti accarezzano le gambe …”, molto di più che in una giornata di mare.

Culla leggero i suoi sogni, le sue speranze, le sue delusioni … macchiando il pennello – lui prima che poeta ancor più pittore dal tratto altrettanto sensibile e delicato!!! – in una poesia dell’anima che pretende, principalmente, di essere condivisa, partecipata, assimilata … per il suo messaggio d’amore e di fiducia, benché non manchino colpi di avvertimento sparati a volte a salve, a casaccio … altre per colpire il giusto bersaglio. Cioè a dire che la cruda realtà fatta di continui risvegli rivelatori: “Sei solo una pedina, manovrata da chi cerca la sua dama …”… “Ho guardato quei cerchi nessuno di loro è tornato indietro … ”.

Attendiamo con curiosità il prosieguo della sua opera, augurandoci che qualche aleatoria superfluità venga smussata in un racconto più scorrevole, pur conservandone l’apprezzabile forza di gravità. E che l’’innamoramento’, la ‘tentazione’ di avventurarsi in ‘piacevoli vezzi’ – come riflessi di specchi d’allodole – consuetudinari e metodici, seppur legati alle innate esigenze dell’anima, affievoliscano la loro portata, uscendo maggiormente dalla sfera intimistica. E svolazzare sul mondo – compreso il suo universo – con ali più robuste! Di pittura, di poesia, di vita!

LE SUE POESIE
Frasi nel vento
Frasi che echeggiano
fra le colline come tuoni.
Occhi bagnati ,
asciugati dal vento.
Primo vento d’autunno
che spinge le frasi altrove.
Parole colorate da lampi
volano lontano come le foglie
per essere dimenticate .
Frasi di parole,
spinte da un vento gelido di mare
luccicano come cristalli di sale .
Frasi in un giorno di sole
rallegrano il cuore
come pupille di zaffiro
specchiarsi nel cielo
accarezzate dal vento.
Vento allegro d’autunno
che porti parole nuove
dipinte di rosso per restare.

Poesia scelta dal comune di Barchi ( PU ) in occasione del premio letterario Zeno Fortini e inserita nella raccolta Poesia & Poesie
Il punto

Nasce tutto qui
da un piccolo punto minuscolo
che lentamente con il calore
si trasforma

Potrebbe
essere un punto
di farfalla nel suo splendore
oppure…
un punto all’orizzonte
scaldato dai raggi del sole

forse…
il punto di
una goccia di rugiada
che brilla come un diamante
al mio scrutare

magari …
un punto ruotante
sospeso nell’infinito

un punto…
tanti punti…e modi diversi nel pensare
eppure… da un piccolo
punto perfetto
nasce la vita !!!

poesia classificata al II ° posto al primo concorso nazionale letterario IL SORRISO DELLA POESIA 30-04-2012 Gragnano ( NA)

Oltre l’infinito
Hai mai provato a guardare un tramonto
e pensare oltre ?
Hai mai guardato l’orizzonte
e immaginare oltre ?
Hai mai guardato un cielo stellato
e domandarti …cosa c’è al di là delle stelle ?
Hai mai guardato il sole e meditato
per cosa esiste oltre al suo calore ?
Hai mai visto la luna
giocare con le stelle nella notte?
Hai mai pensato che oltre
c’è un mondo infinito ?
Oltre l’infinito c’è la vita ?
Non lo so ma ho scoperto che…
esiste l’amore infinito.

Poesia dalla quale prende il titolo la mia prima raccolta di poesie “Oltre L’infinito”

Raggio di sole
Se fossi un raggio di sole
illuminerei le colline arse
nascoste nella nebbia.
Illuminerei le foglie
ormai senza colore.
Mi accenderei il giorno
per non sentirmi solo
I miei occhi si illumineranno
aspettando una carezza
che mi sfiori i capelli.
Filtrerò nel mezzo di un bosco
spoglio dei suoi fiori e
veder crescere i germogli
Mi specchierò nel mare
per tuffarmi dentro
e divertirmi con le onde .
Ai prati darei luce e calore
nel vedere bambini giocare.
Darei scintillio alle fontane
e darei il sorriso a te
che in un giorno grigio
senza luce
hai salutato il mondo.

Poesia scelta dal comune di Barchi ( PU ) in occasione del premio letterario Zeno Fortini e inserita nella raccolta Poesia & Poesie

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