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Armando Fettolini

Armando Fettolini

DELLA POESIA E DELLA POETICA PITTORICA
La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di “creazione”) è una forma d’arte che crea con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggimetricheuncomponimentofattodifrasidetteversi,lapoeticapittoricaispira all’arte popolare, con una forte attrazione per gli elementi primordiali e la poesia della materia vivente.

Ed è così che Corrado e Umberto giocano le loro carte in questa partita, la partita che induce i vocatiad esprimere il loro modo di vivere il quo- tidiano. Da una parte la scrittura e dall’altra la pittura, il tutto si incrocia in contaminazioni, attenzione! ho detto contaminazione e non sovrap- posizione, quasi ad incastrarsi come un puzzle il cui risultato stimola le papille gustative dei golosi d’arte.
Se Corrado persegue la ricerca di valorizzazione dei luoghi, delle per- sone, dei momenti di vita con una tecnica “semplice” e per semplice non dico facile, ma semplice nell’accezione più nobile del termine, ov- vero sfogliando del superfluo e del necessariamente avanguardistico
(semmai ce ne fosse bisogno) il suo stile pittorico. Olio su tela ed ac- querello, un classico che non tramonta mai e che, tra una corrente e l’altra, mantiene saldo il testimone della rappresentanza artistica. Vive la sua quotidianità in questa Brianza ricca di suggestioni e saliscendi morfologici dalle mille luci, ombre, toni ad ogni battito di tempo, an- che volendo è impossibile ripetere un dipinto ed è altrattanto impossi- bile pensare di considerare terminato il tema del paesaggio. Corrado con sapiente tecnica e tranquilla meditazione dipinge il circostante così come ogni giorno gli viene offerto, ma, qui stà la magia, con la poetica pittorica di cui sopra, Materia vivente traslata in dipinto ed offerta alla lettura poetica. Ed entra in ballo l’Umberto curioso, poeta di vita, me- nestrello della gioia, osservatore del dolore ed errante scatenato recita- tore, dai mille e poi mille personaggi. Cittadino del mondo ma oramai adottato da questo lembo di terra viganese. Il suo sguardo furbino, di chi ha sbucciato le ginocchia e non solo in una esistenza che non gli ha risparmiato momenti di drammatica realtà. Umberto ha, da una mancia- ta di anni, ritrovato il senso della vita, amandola nonostante gli schiaffi ricevuti e restituendo all’umanità intera la sua sensibile ed innata, oggi sicura, dote artistica di poeta errante, bastano queste poche parole: .. e il chiaro sole del giorno dopo – m’insegnò ad aprir il cuore – fuori da quella stanza.

Armandop Fettolini 25 novembre 2014
 

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Michele Miano

Michele Miano

Corrado Pennati Il realismo pittorico di Corrado Pennati nutrito di colori fastosi ma attutito da una luce tenue, smorzata, trascende la pura rappresentazione della realtà oggettiva. Pennati attinge umilmente dalla natura l’ispirazione alla sua arte, si immerge in un mondo agreste, lacustre, e il suo lago di Lecco diventa veicolo di trasporto di sentimenti genuini. Impressionista figurativo, l’artista canta un mondo ingenuo, ancorato a valori ancestrali, un mondo che sta scomparendo, non inquinato dalla tecnologia e superficialità della civiltà tecnologica, massificata e disumanizzante. I paesaggi lacustri, rustici, le sue borgate, le chiesette suggeriscono e infondono sensazioni di tranquillità, una contemplazione della realtà mai statica che è la qualità predominante della sua pittura. Le immagini del Pennati sembrano “pagine aperte di un libro” scritto con colori semplici e sotto questo aspetto l’artista sembra possedere uno stato di grazia che lo fà apparire pittore come potrebbe sembrare un poeta, se al posto del pennello impugnasse una penna. Un grido di speranza, una scialuppa di salvataggio alla riscoperta dell’antica civiltà contadina che sta ormai purtroppo scomparendo.

Michele Miano

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Silvano Valentini

Silvano Valentini

 

 Splendidi paesaggi dalle mille sfaccettature cromatiche e dalle più ampie tonalità e sfumature di luce e di colore secondo lo scorrere delle ore giornaliere, da un lato, e delle date stagionali, dall’altro, ma anche, e non marginalmente, secondo l’attento e sensibile stato d’animo dell’artista, che sa cogliere gli attimi fuggenti del perenne risvegliarsi e riaddormentarsi della natura, e poi vivide composizioni floreali e, ancora, nature morte assolutamente non convenzionali, anzi del tutto originali.
Questo il quadro sintetico ed essenziale di Corrado Pennati, pittore dalle tante risorse artistiche, sia per quanto riguarda i temi delle sue opere, appunto paesaggi, vasi di fiori, nature morte, ma anche figure, sia dal punto di vista formale in relazione alle tecniche da lui usate, che si estendono, sempre con la stessa efficacia pittorica, dall’olio su tela, a volte ricoperta da polvere di quarzo con spettacolari effetti di luce e di colori, al disegno, dal pastello al gessetto e alla sanguigna, dall’acquerello alla pittura su vasi, piatti e altri oggetti di ceramica.
Un artista, Corrado Pennati, che fa della ricerca formale e sostanziale uno dei capisaldi della sua pittura, così da portarlo a toccare livelli molto alti di piacevolezza estetica e, allo stesso tempo, di grande intensità espressiva.
Prof. Silvano Valentini
Critico d’arte

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