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Estate 2012. Cena all’aperto, da un angolo salta fuori un Pinocchio di legno.
Parto da qui, da quella serata, per fissare l’istante in cui è iniziata questa avventura.
Alessio compone poesie da quando è adolescente. All’inizio, gli riusciva facile intrattenere gli amici con motti e proverbi della tradizione popolare, creandone talvolta di originali. Dai proverbi a comporre poesie, il passo è breve.
In questi anni, infatti, Alessio ha accumulato un discreto bagaglio di componimenti, che finora erano rimasti chiusi in qualche cassetto in attesa di un futuro.
Dopo la poesia su Pinocchio, però, il ritmo della composizione si è intensificato, e il nostro ha iniziato a pubblicare poesie su “Facebook” al ritmo di 2-3 alla settimana.
Tutto quindi è iniziato per gioco, e man mano che le poesie venivano pubblicate, Alessio ha ricevuto inviti sempre più pressanti da conoscenti e amici a non sprecare tutto questo materiale e raccoglierlo in un libro, ed eccolo qua.
Quando mi è stato chiesto di scrivere una prefazione a questo libro, ho accettato con piacere, perché in fondo senza quel Pinocchio trovato a casa mia… chissà se ora ci sarebbero queste pagine!
Campagna umbra, tradizione romanesca e saggezza popolare: questi elementi convivono armonicamente nelle poesie del nostro, che riesce a conciliarli e utilizzarli a proprio vantaggio.
Alessio, come un moderno Orwell, prende infatti gli animali e il mondo agreste, di cui è appassionato fin da bambino, e li utilizza come protagonisti delle sue poesie per comunicare una morale, la sua morale.
La morale finale ha come fondamento la tradizione e la saggezza popolari, che vengono spesso integrate e rielaborate con esperienze di vita personali.
Il risultato sono dei componimenti originali, simpatici, schietti.
Lo stile si rifà un po’ a Trilussa e ai suoi celebri scritti dialettali, mentre la metrica, talvolta, è un po’ imprecisa, perché queste sono poesie spesso scritte di getto, spontanee.
Spesso l’ispirazione arriva durante una cena fra amici, come molte se ne fanno in un paesino di provincia; altre volte, l’osservazione diretta di episodi e comportamenti umani in tutta la loro contraddittorietà può spingere Alessio a scrivere qualche verso.

In fondo, queste poesie sono lo spaccato di vita di un paese di provincia, sono episodi vissuti da un gruppo di amici che vengono fissati in rima nelle loro molteplici sfaccettature.
Leggere questo libro permette spesso di identificarsi con la morale dell’autore, introdotta sempre con l’ironia, una caratteristica che lo contraddistingue e che è il filo conduttore di tutte le poesie.
Per questo vi dico, come direbbe il grande “Tullio”, leggetevi queste poesie, riflettete, ma soprattutto: “Fateve na risata!”

Alessandro Carducci

 

 

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