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Buona navigazione.

Mauro Romano

UN PO’ PRIMA DEL SOLE (Interruzione Volontaria di Gravidanza)

Avevo già nella voce una favola nuova e filastrocche
scucite da tomi pregiati del segreto oriente:
il cunicolo immenso delle mie fantasie distratte.

Il seme dato per la tua pianta germogliava
all’ombra di ghigliottine aborrite dal “Re Sole”.
Indifeso è bruciato d’egoismo umano
senza mai potersi affacciare alla finestra
di un raggio di luna.

T’avrei chiamato come mio padre, coraggioso eroe
d’altri tempi, per mescolarti alle sue braccia forti
e al sacrificio di crescerci bene … senso compiuto
di sprazzi vitali convogliati, non certo per caso,
al crocevia dei giorni a venire e forse anche più in là …

A casa trovavi altre mani a spillarti Amore
da uno stagno sorgivo. Due nomi vicini al tuo
legati da un rivolo eterno di sangue.

Una sera a quest’ora avrei pianto nel sorprenderti
con mani giunte in una preghiera mal gocciolata
dalle mie inaridite labbra.

Non t’ho lasciato scelta alcuna …
nonostante un sorriso inventato facesse già capolino
dallo spiffero di un sogno appena accennato.

Nell’aula bunker di un lager nazista
ho emanato la tua sentenza, io frettoloso mandante
alle strette per un efferato delitto, ahimè! … Imperfetto!!!

Come serpi striscianti crudeli rimorsi gonfieranno
budella ingrassate da veleni notturni per l’infame viltà
che ha scorticato le pareti più spesse di un’anima,
elevate in una notte di dubbio ardore
che mal sostituiva una “mano” a poker …
un po’ prima che nascesse il sole.

Avevo già nella voce una favola nuova e filastrocche
scucite da tomi pregiati del segreto oriente:
il cunicolo immenso delle mie fantasie distratte.

Il seme dato per la tua pianta germogliava
all’ombra di ghigliottine aborrite dal “Re Sole”.
Indifeso è bruciato d’egoismo umano
senza mai potersi affacciare alla finestra
di un raggio di luna.

T’avrei chiamato come mio padre, coraggioso eroe
d’altri tempi, per mescolarti alle sue braccia forti
e al sacrificio di crescerci bene … senso compiuto
di sprazzi vitali convogliati, non certo per caso,
al crocevia dei giorni a venire e forse anche più in là …

A casa trovavi altre mani a spillarti Amore
da uno stagno sorgivo. Due nomi vicini al tuo
legati da un rivolo eterno di sangue.

Una sera a quest’ora avrei pianto nel sorprenderti
con mani giunte in una preghiera mal gocciolata
dalle mie inaridite labbra.

Non t’ho lasciato scelta alcuna …
nonostante un sorriso inventato facesse già capolino
dallo spiffero di un sogno appena accennato.

Nell’aula bunker di un lager nazista
ho emanato la tua sentenza, io frettoloso mandante
alle strette per un efferato delitto, ahimè! … Imperfetto!!!

Come serpi striscianti crudeli rimorsi gonfieranno
budella ingrassate da veleni notturni per l’infame viltà
che ha scorticato le pareti più spesse di un’anima,
elevate in una notte di dubbio ardore
che mal sostituiva una “mano” a poker …
un po’ prima che nascesse il sole.

… E FACEVANO PRUGGETTE! – … E FACEVANO PROGETTI!

Teneva vint’anne, ‘nu diploma ‘e raggiuniera,                                       Teneva vent’anni, un diploma da ragioniera,
cercava ‘nu lavoro pe’ jesse indipendente.                                              Cercava un lavoro per sentirsi indipendente.
L’aveva ditte attuorno a cunuscenti e amici,                                           Aveva messo voce tra conoscenti e amici,
aveva mise pure ‘n’annuncio sul giornale …                                            veva messo pure un annuncio sul giornale …

Certamente nun sperava e ce riuscì int’a niente!                                    Certamente non sperava di trovarlo subito!
Cu ’o ‘nnammurato diceva:                                                                          Col fidanzato diceva:
“Quase nun me pare overo!”.                                                                      “Quasi non mi sembra vero!”.

… E facevano pruggette, ogni sera, sott’ ’a luna: …                                  E facevano progetti, ogni sera, sotto la luna:
“ Forse n’anno po’ abbastà                                                                           “Forse un anno potrà bastare
pe saglì ‘ncoppe ‘a ‘llaltare!                                                                            per salire sull’altare!
Sarrà ‘a ‘cchiù bella festa,                                                                               Sarà la più bella festa.
cu ’e pariente e cu ‘llamicie!”                                                                         con parenti e amici!”.
Suspiravano chillu juorno, cu tanta impazienza.                                      Sospiravano quel giorno, con tanta impazienza.

Avevano deciso, pe’ ‘lloro <‘a primma vota>,                                            Avevano deciso che per loro “la prima volta”
sarebbe stato sule doppe mise ‘o velo ‘e sposa!                                         sarebbe stata solo dopo aver messo il velo di
sposa!

Si bella ‘a vint’anne, si fresca e chiene ‘e vita,                                            Sei bella a vent’anni, fresca e piena di vita;
truvato ‘stu lavoro s’alluminava ‘o munne!                                                 trovato quel lavoro, le sorrideva il mondo!
Ma chillo ca crereva ‘nu frato, n’amico …                                                    Ma quello che credeva, un fratello, un amico …
a vulette fa <d’a soja>, ‘na sera, dint’a l’ufficio!                                         volle , una sera, dentro l’ufficio!

Chi ‘o sape si penzava ‘o male che le faceva,                                               Chissà se pensava al male che le faceva,
a stracciarle ‘e vestite, a impedirle d’a alluccà!?                                         a strapparle i vestiti, a impedirle di gridare!?
Cu ‘o tagliacarte ‘nganne, minacciava ‘e l’accirere,                                   Tagliacarte alla gola, minacciava di ucciderla,
si nun avesse ceduto alle sue porcherie!                                                      Se non avesse ceduto alle sue porcherie!

E stennuta pe’ terra comme fosse n’animale, …                                         E stesa per terra, alla stregua di un animale,
indifesa ‘a subbiva chell’assurda violenza!                                                   indifesa subiva quell’assurda violenza!

Sulamente ‘cchiù tarde diceva cu ‘o guaglione:                                           Solamente più tardi diceva col fidanzato:
“Jamme ‘nzieme ‘a caserma,                                                                            “Andiamo insieme alla caserma,
o l’accire cu chesti ‘mmane!?!”.                                                                       oppure l’ammazzo con queste mani!?!”.