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Buona navigazione.

Massimo Ronco

Canto la mia terra !
ove un tempo pativo,
e ad arduo mio vivere,
con poco gioivo.

Canto la mia terra !
seppur lontanissima,
la sento ancora scuotere
quel bene velato,
soffocato da scellerato umano agire.
Guerrieri pieni di sol sarcasmo
utile a reggere beffardo odio,
e per cosa? se tu; Uomo!
non nutri alcun degno .
occhi più non hai.

Canto la mia terra !
perche sei madre ululante
di figli dissolti, ed in memore assopiti.
richiamo questo invadente silenzio
bigio di rancore
che mi urta impietoso al fui ,
in battaglie perseguitato,
ucciso nell’animo.
Scappo se non da queste onde
turgide di malvagi presagi ,
fatale orizzonte che scorgo
di terra non mia,
speranza porgo nel mio Dio!
che grato sia il mio futuro .

Canto! con tutta la mia forza
perche sarai Vita!
nei colori e nel sole,
canto perche sarai pace!
sul viso dei tuoi bambini,
negli abbracci di chi ama.
Canto! perche sarai speranza
nelle tue nuove origini
di giovani sfiniti
dai consueti tumulti
e spenti umori.

Canto la mia terra!
d’ amor creata;
nei ricordi vivente
di chi lontano è .

Essa; è Patria !
ovunque sia
è dono per noi !
radice del nostro essere.

Fitti e maestosi alberi
ombreggiano tiepide pietre bianche
verdi nastri danzano
sulle note di maestra natura
splendono al vento gitano
come immensi tappeti di smeraldi

Prelibati frutti dei campi
si offrono come pigmenti
all’albore di maggio

Boschi nutriti di freschi odori
si aprono su sentieri dispersi
ed incoraggiano un goduto riposo

Seduto su possente argine
che rende forte
l’alveo di lento fiume
scruto sul picco
mura bianche di paese
circondato da sola campagna

Son figli del cielo
e ad esso si affidano
con proverbia audacia

Terra di valori antichi
terra di storie, conquiste
terra di vittorie e sconfitte
che nell’ oggi
di speranza s’accende.

Adagiata su un frammento di desiderio
sfiori caldi confini, di ragioni mai trovate
non trova spazio la tua realtà.

Sei qua’
abbandonata da quel Mondo
rinchiuso nel tepore
di un Natale, materiale
seduta su di una gelida panchina
freddo non hai,
solitudine; unico amico che ti ascolta
luna piena è il viso
di una notte quanto mai grata.

Ed ora, sei tutta per lei,
dagli forza
per cantare, ballare
alla Vita ritrovata,
alla gioia meritata
pazza!, libera ;
capisco;
solo i folli
sanno cogliere
il senso della Vita.
Auguri principessa.

Lasci scorrere lento
non fermare questa carezza di vento
la finestra spalancata, è tutta per il lieto giorno.
Quanto forte è questa luce
bagliore cecchino,
non trova ostacoli a colpire i nostri occhi
e nulla più; parve.

Certo; si, son fermo; perfettamente immobile
a tenermi ben stretto il mio momento
e caro mi è l’impazzito battito
per il quieto e amabile, tuo essere.

Chi fui ! urlo dentro me ,
ma non so, ora son perso,
mente sgombra dal passato, non ho più ricordi
nulla che mi trascini nei baratri del Mondo,
son pieno di te! e con te, resterò !

Perche sono gioia e sapienza
e tu mi nutri nelle tue fresche parole.

Perche il tuo respiro è brezza
a velare il mio corpo
disteso sui confini di luce.

Perche sei la mia terra
con la tua pelle e il tuo calore,
dissennato fiume amaranto
in noi anima la passione

Frenetico è il desiderarsi!
Sublime gioia è l’aversi!
trovano spazio gabbiani
nel cielo libero da nubi ,
tutto il resto, è futile realtà

Eravamo sogno, eravamo lontani
Ora siamo presente, ora siamo per sempre.

Oggi ci sono , oggi son felice
son qua, con anima adoratrice
Ho mare intorno a me
libertà vedo in te
Il frastuono del tuo respiro
accende il mio sospiro
la tua voce alta
il cuor esalta
Luccica la pelle
col sole e con le stelle
oggi ci sono, e voglio respirare
con occhi in allumare
Ghiotto d’amore
incanto e bagliore
ragazza amica , ragazza d’un momento
sei tutta per me, sei un gran tormento
Ma non disdegno, e se mai insegno
tenerezze sconosciute
e mai vissute
strani sorrisi
siam ingenui e derisi
Mi scopro amico d’un tramonto
solo e vagabondo
medito su spiagge mie dimore
per ore ed ore
e malato di rancore
Non sia più tempo d’andar via
son tuo figlio e di te ho simpatia.

Quando non rimane più nulla
Il silenzio invade la stanza
troppo vuota di parole e speranze

Due anime, sono ancora accese
ma flebile sempre più e questa luce
guardo costantemente quella porta
ora; chiusa
ma pronta per essere spalancata, senza sapere
non riesco! Devo voltarmi dal macabro destino
è troppo fredda; ma aspetta me!

Giorni troppo lunghi ma anche troppo corti
ed io! cosa sono?
se non un uomo sempre più misero
devastato da un mostro senza pietà.

Colmo solo di ricordi
provo a costruire il futuro ,
ma non mi appartiene!
e son figlio solo di un presente
fatto di quella calda mano
e amorevole abbraccio
ora, è tutto!

Si!
la sento, il momento e’ giunto
piano si apre
nessuno la può fermare
lascia la mia mano
sei disperata? Lo so!
la porta è ormai spalancata
e la volontà è compiuta.