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Buona navigazione.

Lorenzo Spurio

Al maestro Ian McEwan

Infelici giornate
improntate all’assenza
di affetti e premure
in una casa dal giardino
ormai seppellito
da colate di Portland.

Fumavo alla finestra
nascondendomi ai vicini
dietro ampie folate di fumo,
mio fratello frignava
e mia madre marciva
in cantina.

Il cemento si spaccava
sotto un sole impavido
e la natura irruenta
s’infiltrava
nelle recenti fenditure.

Delle formiche in coda
correvano imperterrite
da una fessura frastagliata
inseguendo un progetto, forse.
Non sapevo cosa fare
in quel caos ingovernabile,
nessuna chimera per me
e mia madre più non c’era.
Inghiottivo veloci preghiere
sconclusionate, sorte per caso
e affinché non prendessero il sopravvento,
m’aggiravo per la casa
bestemmiando un qualcuno.

POESIA TRATTA DA “NEOPLASIE CIVILI”
AGEMINA, FIRENZE, 2014
LORENZO SPURIO

Gli indugi erano stati sciolti,
la caffeina era ormai pietrificata
e il mare si tingeva
d’un forte amaranto.

Il vento avrebbe corroso tutto
come una pioggia solforica
e gli organi emorragici si sarebbero
spappolati
e
liquefatti
marcendo l’aria.

Ho visto un bambino
con strani lividi al volto
e ho compreso perché il mare
fosse purpureo.

POESIA TRATTE DA “NEOPLASIE CIVILI”
AGEMINA, FIRENZE, 2014
LORENZO SPURIO