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Umberto Coro

Umberto Coro è un artista poliedrico che spazia dalla poesia alla scrittura, dal canto alla recitazione e alla pittura. Di origine sarda (Ozieri 1957), vive ormai da anni a Cuorgnè (To) e proprio qui ha inizio o meglio riscopre, la sua vena artistica. Il nuovo esordio è legato alla depressione che vince proprio dipingendo e scrivendo e soprattutto recitando, così che, citando le parole di Mauro Stante, suo insegnante di recitazione, quella “figura con la stampella” malata, insicura, claudicante, ha recuperato fiducia nella vita, ridiventando una persona. Un uomo rinato a 50 anni dopo un periodo buio e di sofferenza sia fisica che interiore. Oggi si definisce un fanciullone perché forse proprio ora inizia a realizzare quei sogni coltivati da bambino e che una vita di lavoro e malattia gli avevano negato.

Pubblicazioni: “Ancore” – Raccolta di poesie. “La quercia e i Bambini di tutti” – primo e secondo volume, dal primo volume è tratta una commedia già messa in scena.
Altre poesie sono pubblicate in varie sillogi tra cui una è inserita nel libro di Maurizio Costanzo “Poetando” tratto dalla trasmissione “L’Uomo della notte”. Altre si trovano a Superga nel mausoleo del Grande Torino e al Museo Epicentro Pozzo di Gotto di Barcellona provincia di Messina, primo Museo nazionale della poesia Circolare. Dai suoi dipinti sono state ricavate 4 copertine per altrettanti libri. Molti altri fanno parte di collezioni private o di pubbliche istituzioni.
Autore di canzoni, ha sperimentato, riuscendoci, a musicare e cantare i testi di alcune sue poesie.
Come attore di teatro ha recitato in sette commedie vincendo un premio come miglior caratterista. Altri riconoscimenti: 2013 – 2° premio Festival delle Arti “il Bordone” di Acquapendente (VT) con la poesia “Note di vita”, 3° premio al concorso internazionale di narrativa e poesia La rosa d’Oro di Torre Alfina (Vt) con il racconto “ Acquasanta”, ripetendo poi lo stesso piazzamento nel 2014 per la sezione poesia dedicata ad Alda Merini con la lirica “Se sei solo”.
Insieme ad altri sei poeti ha ricevuto l’onore di vedere una sua poesia impressa su una ceramica artistica inaugurando la Via della Poesia a Torre Alfina che dal 2014 ha aggiunto nel proprio toponimo quello de “Il Borgo della Poesia”.
Il romanzo-catalogo “Oltre la Finestra fra sillabe e colori”, sua ultima pubblicazione” è un documento su come l’arte, nelle sue varie declinazioni, possa essere terapia nelle situazioni di disagio e per questo assume importanza anche come messaggio sociale, dimostrando come una esperienza personale complicata possa fungere da esempio e sostegno verso tutti coloro che ricercano con fatica la propria strada. Con questo romanzo l’artista ha iniziato a percorrere una strada che lo porta spesso a incontrare altri artisti e a “Colorare il disagio”. Come dice il critico Curzi – Il Disagio non è uno stato dell’Anima definito e determinato, ma una mancanza di Luce che non spalanca il cielo dell’esistenza. Colorare il disagio è penetrare nel mondo delle emozioni come norma interpretativa del viversi e l’illuminarsi, come definizione cromatica, è aprirsi alla trasparenza fra il bianco e il nero, e in mezzo i colori e l’immaginazione. Il Disagio è quella sfumatura cromatica fra la profondità del sentire e la leggerezza impalpabile dell’esistenza. Colorarlo diviene, quindi, esplorare la Luce che attraversa l’Anima e la colora: le emozioni sono quelle sfumature che essa sente e avverte nel suo viversi.-
Dal libro Oltre la finestra fra sillabe e colori sarà inscenata una commedia dal titolo “La Luna e la Panchina” che parteciperà alla rassegna “AmaTeatro” del Mancinelli di Orvieto.
Nell’incontro con il pittore Pennati i suoi paesaggi e le sue figure ricche di mille sfaccettature cromatiche, saranno “ricolorati” dai versi di Umberto Coro che andranno ad esaltare i diversi stati d’animo dei due artisti, in un connubio di sensazioni e di emozioni che solo la voce universale dell’arte può cogliere.

“La poesia, la bellezza, l’amore … sono le cose che ci tengono in vita” (L’attimo fuggente).

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