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IRDA EDIZIONI E’ LIETA DI PRESENTARE THE WINGS OF LOVE LA VERSIONE IN INGLESE DI LE ALI DELL’AMORE 1° PREMIO ASSOLUTO AL CONCORSO LETTERARIO LEANDRO POLVERINI CITTA’ DI ANZIO 2015 DELLA POETESSA Mimma Pascazio

La vita e l’amore sono facce della stessa medaglia. Non c’è vita senza amore e non c’è amore senza quella vita che sprigiona emozioni, le soffoca, le amplifica e spesso, molto spesso, le annienta. “Le ali dell’amore” è tutto questo e molto più. È amore, passione, rabbia, dolore ma mai rassegnazione. Già rassegnazione, quella che si prova quando un intero mondo ci crolla addosso, quando le basi del nostro faro cedono e noi naufraghiamo nell’abisso, e proprio dall’abisso viene fuori l’opera di Mimma, la figlia, sposa, madre e donna che qui, in questi fogli bianchi, ha messo a nudo se stessa, ha parlato di sé senza alcun freno con il cuore in mano ed una penna tremante che ha lasciato vivere tutti i sentimenti che si mischiano e contrastano tra di loro nel suo animo. Si dice che spesso tutto si rompa con la morte, che quando la signora in nero, con i suoi occhi spietati, si avvicina a noi lascia solo aridità e lacrime; sì, convengo con questo ma non sempre però, o meglio dire, mai però la morte l’ha realmente vinta. Se è vero che molto cambia in noi, che un senso di vuoto ci svuota di tante cose, un’àncora di salvataggio c’è sempre ed è quello scoglio duro, ostinato e indistruttibile che si fa chiamare amore. Sì, perché esso o meglio egli non muore con la morte, perdonatemi il gioco di parole, ma diventa il fulcro al quale la nostra vita si stringe e cerca quella riscossa, quel lento ma stabile risalire dall’inferno. È in quei momenti che egli si fa più grande, si ingigantisce e staziona nel nostro intimo con tutta la sua possanza legandoci ancora di più al cuore dell’altro, unendoci in una sorta di “ombelicalismo” alla persona che non c’è più. L’amore diviene sogno e speranza, canto e poesia e da tutto questo vien fuori quella forza che ci fa andare avanti, che ci schioda dalla croce del lutto e ci fa dire no, tu non hai vinto perché in me ci sarà sempre il suo respiro, il suo pensiero e il suo amore, e per questo continueremo a vivere insieme per sempre fino a quando non ci riuniremo nello spirito volando fino ai confini dell’infinito.

FRANCESCO LUCA SANTO

 

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IRDA EDIZIONI E’ LIETA DI PRESENTARE LA NUOVA SILLOGE POETICA DI Mimma Pascazio PENSIERI IN LIBERTA’

La poesia è quel dono inesprimibile e ingiudicabile che solo le anime capaci di guardare oltre l’orizzonte dei propri sentimenti hanno.
La poesia è magia che sovrasta il tempo e le mode e diviene manifesto d’amore e di malinconia nei secoli.
Mimma Pascazio incarna alla perfezione tutto ciò. La poetessa che non si definisce poetessa ma semplicemente una donna che scrive pensieri, ha un dono difficilmente emulabile che viene da un’interiorità forte, intensa, frutto della vita e delle dure prove affrontate lungo il suo cammino.
Mimma interagisce con se stessa alla ricerca di quelle risposte che vorrebbe, che agogna ma che a volte non si possono trovare o forse sono già talmente vicine a noi che è difficile recepirle. Eppure in questo turbinio di sentimenti, di lacrime, di sospiri e di ricordi, la poetessa trova comunque il bello della vita: se essa toglie comunque dà; e lo fa attraverso un amore diverso, un amore grande e forte e forse unico, quello verso i figli, verso la famiglia che è il nido sicuro anche nei momenti più bui, anche quando il mondo sembra nascondere le stelle mostrando solo ai nostri occhi un tetro manto di paure ed ansie.
L’autrice s’inoltra nella sua “selva oscura” rimanendo lucida, viva, desiderosa di andare avanti e di scoprire comunque le bellezze del mondo, della natura e dell’umanità. Lo fa con speranza e con certezza che non tutto è da buttare, che insieme, uniti, qualcosa potrà sempre cambiare, magari sbagliando a volte, sbandando, ma sempre consci che, stretti in un grande, universale abbraccio, nulla potrà essere più turbinoso di ciò che già è.
Mimma è sì una sognatrice ma è anche razionale, è sì fragile ma è pure forte, decisa e pronta, pronta a non arrendersi, pronta a lottare ancora per sé e per il suo mondo. Pronta per essere sempre e ancora madre ed urlare la rabbia, e la voglia di rivincita che l’umanità vuole e agogna; e tutto ciò lo fa senza tediare, senza contrariare le idee altrui ma con la dolcezza che è tipica delle donne vere, speciali, che sanno capire i punti di vista degli altri e condividerne i pensieri.
Mimma però si riscopre anche donna e moglie, vaga lungo la strada dei ricordi, tenacemente stretta al suo unico grande amore che, ahimè, un destino ingrato le ha strappato via senza poter far nulla, lasciandola da sola, sola con i suoi due figli ed un immenso vuoto.
Quel compagno adorato e venerato che è stato guida e saggezza per la poetessa ora è un angelo che vive accanto a lei, stretto al suo cuore per accarezzarlo nelle notti più lunghe dove il buio sembra più buio e il giorno stenta ad arrivare. In quegli attimi vien fuori tutta la comprensibile fragilità di Mimma, le sue ansie, le sue paure perché la vita, seppur meravigliosa, può far paura quando ci si sente soli e privati di quella felicità inseguita da sempre. È proprio in quei momenti, quando tutto sembra più duro, che l’alba, timida ma vitale, giunge ad illuminare il cuore di Mimma, ed un sorriso affiora ancora una volta fra le lacrime ed è il sorriso della speranza che chi ci ha lasciato non sarà mai del tutto distante da noi!

Francesco Luca Santo

 

 

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Pasquale Solano

Recensione del testo ” Ancora gocce di me”

Scusandomi per la sua lunghezza : ” Allo stato attuale e grazie anche, al prezioso aiuto dei mass-media, la letteratura italiana, si sta arricchendo di manoscritti, di Autori, più’ o meno validi, con un ritmo veramente incalzante. Case editrici, più’ o meno importanti, offrono l’opportunità a molti Scrittori e Poeti, di farsi conoscere e così il mercato italiano del libro, offre un prodotto vario, di libera scelta, a secondo del gusto del Lettore. Non metto certamente in dubbio, che ogni Poeta/Poetessa, è in grado di offrire il meglio della sua produzione, sempre in correlazione alle esigenze del settore. Qui però, dobbiamo fare una netta distinzione, ossia valutare con ponderata equità, ciò che acquistiamo, in quanto, sul mercato, esistono libri da non prendere troppo in considerazione, mentre esistono invece pubblicazioni di altissimo e pregiato livello letterario e certamente il Lettore più esigente, opterà per quest’ultima categoria. Personalmente, sono convinto, che la poesia, quella vera per intenderci, possieda una base intellettuale-filosofica, di forte incidenza, derivante dal riflesso dell’anima, condizionata a sua volta, da uno status-vitae che non è altro, che una marcata e penetrante incidenza del vissuto: In parole povere, la sofferenza biologica, attraverso alcuni aspetti ed avvenimenti vissuti, può condizionare la forma espressiva-grafica, di un Autore: Probabilmente sarà una mia tesi personale, ma sinceramente, penso che sia proprio così e voglio prettamente dimostrarlo, attraverso le elaborazioni letterarie di eccellenti Scrittori e Poeti del passato: Tutti noi, conosciamo per esempio, il Conte Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, più’ semplicemente noto come Giacomo Leopardi, famoso Poeta, Scrittore e Filosofo Italiano, nato a Recanati, nelle Marche, quando ancora questa Regione, faceva parte dello Stato Pontificio: Infatti assieme al Manzoni, viene considerato una delle migliori penne del Romanticismo letterario nostrano, per non dire che è conosciuto in tutto il mondo. A causa della continua postura, durante le ore di studio, andò incontro purtroppo, a quella che in termine medico chiamiamo Scoliosi, che gli causò la deviazione della spina dorsale, culminando così nella doppia gobba, con l’aggiunta di altre patologie, tra cui una profonda crisi depressiva. L’opinione pubblica, lo ha spesso considerato, come un Soggetto basso di statura, anche se in realtà era alto 1 metro e 65 cm, quindi l’altezza corrispondeva a quella di una normalissima Persona. La curvatura della schiena, causata dalla malattia, abbassava in posizione eretta la sua statura di 20-25 cm, ed a causa delle sue malformazioni, era Oggetto di derisione, da parte della Gioventù Recanatese. Aveva anche altre numerose malattie tra cui l’avanzamento di una imprevista Cecità. Morì a Napoli, appena 39 enne, consegnando al tempo un’intensa ed umana eredità letteraria e parte di questa, l’abbiamo appresa sui banchi di scuola. In molti suoi versi, è presente una forma di decadentismo, che rivela, la sua grande sofferenza umana. Un altro Grande Autore, invece è Giovanni Agostino Placido Pascoli, meglio noto come Giovanni Pascoli, che ci ha regalato rime immortali, le quali decantano un eccentrico Decadentismo, quasi simile a quello d’Annunziano. Il primo grande immenso dispiacere, l’ebbe, quando non ancora dodicenne, suo Padre Ruggero Pascoli, venne assassinato con una fucilata, mentre con il suo calesse, faceva ritorno a casa. Le circostanze, non vennero mai chiarite ed allora Giovanni, creò la mitica ode, dedicata alla cavallina storna, che portava Colui che non ritorna. Altro grande dispiacere, fu la morte del fratello ed in seguito, una forte depressione, cambiò radicalmente la sua vita e purtroppo, si abbandonò all’alcolismo, che sfociò in una brutta cirrosi epatica, che pose la parola fine ai suoi giorni. Le cose non andarono meglio per Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci, ovvero Giosuè Carducci, Primo grande Poeta italiano a cui è stato riconosciuto il premio Nobel per la letteratura: Fu anche eletto Senatore a Vita, nel Regno d’Italia. Con la poesia “Pianto Antico”, vedendo l’albero del Melograno nel suo orto, riviveva la presenza del Figlioletto Dante, morto in tenera età, mentre con poche strofe, ha manifestato il suo dolore, sentimento che in Lui maturò una profonda crisi esistenziale, provocata dal dispiacere. Anche il Senatore del Regno d’Italia, Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni, meglio conosciuto come Alessandro Manzoni, ebbe un’esistenza travagliata. Infatti il maggior Esponente letterario del Romanticismo italiano, con il romanzo “I Promessi Sposi”, (La prima edizione si chiamava” Fermo e Lucia”: Forse in onore dei Genitori di un suo illustre Concittadino, ossia Michelangelo Merisi da Caravaggio, che nacque appunto a Milano). Trascorse l’infanzia, in vari Istituti, senza il vero affetto della famiglia e nell’età adulta, ebbe vari lutti, in famiglia: Queste tristi vicissitudini, ebbero molta influenza, sul suo stile letterario: D’altronde uno Scrittore, è pur sempre un Essere Umano. Senza prolungare maggiormente la storia della letteratura italiana, Prendiamo in considerazione, una scrittrice dei nostri tempi, ossia la Milanese Alda Merini, che visse parte della sua esistenza, in ospedali psichiatrici. Tutti questi Autori, hanno associato, come preannunciato, un unico comune denominatore, ossia il dolore o la sofferenza per intenderci. Qualcuno dei Lettori, di questa mia recensione, si domanderà certamente, perché ho voluto stilare questa nota introduttiva ed io rispondo, che per illustrare una Penna come Mimma Pascazio, era necessario farlo, in quanto anche Lei, come questi grandi Scrittori, non ha avuta un’esistenza facile: Vediamo dunque, di conoscerla meglio: La Poetessa Mimma Pascazio nasce a Bari, il bellissimo Capoluogo Pugliese. Vive un’infanzia ed un’adolescenza tra le più felici, quelle che una Persona, realmente può desiderare. Successivamente si iscrive all’Università degli Studi di Bari, conseguendo una meritata laurea in materie letterarie, ottenendo così la cattedra di varie scuole, del suo comprensorio. Il suo interesse per la scuola e l’insegnamento, sono veramente da ammirare, in quanto la docenza, rappresenta la sua vera vocazione. Cerca di migliorare, qualche contesto scolastico cittadino, carente delle necessarie strutture didattiche, per offrire con grande professionalità, un assetto sociale migliore ed in parte, riesce in questo suo progetto. Ormai la scuola è la sua regola di vita ed offre volentieri la sua disponibilità. Il destino però, sempre in agguato come un ladro dietro l’angolo, intralcia il suo iter professionale, mostrando il suo triste biglietto da visita: Infatti Tiziana sua Figlia, è vittima di una malattia, che richiede una continua assistenza e tra la scuola e il suo amor di madre, sceglie quest’ultima chance. Non esiste altra risoluzione al problema e da qui matura l’idea di un prepensionamento, interrompendo così la Docenza scolastica. Naturalmente, con tutto il dolore che ha nel cuore, per mascherare la situazione, alla Figlia Tiziana, offrirà sempre un sorriso, che celerà il vero motivo del suo dispiacere. Inizia così a scrivere i suoi primi trattati poetici e proprio quando la situazione, sembra apparentemente normalizzata, la sorte avversa, infierisce nuovamente sulla sua Persona, rubandole l’affetto del suo Compagno di vita, cioè suo marito, il quale l’ha sempre moralmente sostenuta, anche in particolari momenti di difficoltà. A questo punto, la “Pascazio”, si sente crollare il mondo addosso, non ha più la forza di reagire, si sente sola ed abbandonata da tutti e cade in un profondo stato depressivo, che riesce a superare, grazie alla Fede in Dio. Sa benissimo che non si deve lasciare andare e deve reagire, perché è venuto il momento di aiutare se stessa, dopo anni che ha aiutato gli Altri: Lo deve soprattutto fare, anche per Roberto, l’altro suo Figlio. Dopo questa pausa, si dedica alla scrittura e compone rime, dai profondi quanto intensi risvolti umani, poesie che vengono lette e notate per il loro intenso valore carismatico e letterario da 2 Editori. Stretta l’amicizia con Francesco Luca Santo e Chris Verdesca, poco tempo dopo, si realizza il suo sogno di Scrittrice e nasce la sua prima raccolta di poesie, ossia viene pubblicata una meravigliosa Silloge, la cui copertina viene magistralmente illustrata da Chris Verdesca, Esperto nell’arte dei programmi fotografici informatici. Nel mese di febbraio 2014, la Casa Editrice italiana, Irda Edizioni, edita il libro:” Sulle ali della fantasia (Riflessioni di una donna comune), per conto della Lulu Press americana ed il nome di Mimma Pascazio, appare per la prima volta su di un libro. Ormai il passo è fatto e la nostra brava Autrice, pubblica a settembre dello stesso anno la seconda silloge “Le ali dell’Amore” Irda Edizioni oltre che in varie antologie e riviste. Comincia così a farsi conoscere. La cosa però non finisce qui e la “Pascazio”, quasi quotidianamente, inserisce nei gruppi della piattaforma sociale di facebook, nei quali è iscritta, alcuni nuovi componimenti letterari, fin quando una sera, riesco finalmente a leggere una sua poesia che da un recondito ed impressionate esistenzialismo, passa con un gradevole passaggio ad un manierismo letterario molto convincente, per poi concludersi in una forma particolare di panteismo, dalle proporzioni universali. La lirica mi piacque davvero e decisi quindi, di mettermi in contatto con la sua Autrice. Oltre ad un disinteressata amicizia e profondo senso di stima, è nata tra noi una fattiva collaborazione e sono stato io a proporle la pubblicazione di una nuova raccolta, di cui curerò la prefazione. La mia proposta rese felice Mimma, la quale accettò con gioia il mio progetto e qui devo essere sincero, per una volta, la nostra Autrice ha messa da parte l’umiltà che l’ha sempre contraddistinta, per dare spazio a tanta professionalità. Ormai siamo alla fase finale e tra qualche mese, potrà stringere tra le mani, la sua nuova fatica letteraria edita sempre dalla prestigiosa casa editrice Irda Edizioni, quella che le darà ampia soddisfazione, consacrandola, tra le migliori Autrici del nostro tempo. La sua descrizione, pur essendo semplice ed umana nella forma, quindi alla portata di ogni cultura, rielabora i riflessi dell’anima, per cui i sentimenti, vengono tradotti con grande maestria in rime, spesso baciate, come si suol dire in letteratura. La Pascazio, con la sua convincente letteratura, pur rispettando i parametri reali della vita, ama codificare la sua visione poetica, con varie forme di abbellimento letterario, mimetizzando, i contesti biologici, riuscendo così, ad aggraziare un po’ la dimensione della triste realtà. Con i suoi scritti, saremo liberi di sognare, mentre Lei ci condurrà per mano, nel suo fantastico ed innocente universo introspettivo, dove scopriremo la magia, di un’armonia poetica risolutiva, descritta ad ampio raggio, con raffinata eleganza, espressa sulla base di un’alta definizione. Nell’attuale sistema, che passivamente ci condiziona la vita, avremo così l’opportunità, attraverso la lettura delle poesie di Mimma Pascazio, di vivere una dolce quanto aggraziata evasione liberatoria, la quale con una gentile, iperrealistica descrizione, ci aprirà le porte di un sogno , nel quale saremo , i diretti Protagonisti; quindi saremo liberi di volare con la nostra fantasia, in un contesto, al limite della soglia del Divino, dove saranno annullati i limiti del tempo e dello spazio , inclusa la realtà presente: Perché un sogno, non deve mai finire! Saremo facilmente coinvolti, dai fantastici versi, che saranno anche in grado, di tonificare dolcemente l’anima, perché una buona lettura, è anche cibo spirituale per la nostra psiche: Abbandoniamoci dunque ad un sogno. Pasquale Solano

Commento del Critico Pasquale Solano alla poesia “ Forza di vivere,”

E’ evidentissimo l’amor filiale,che si interpone come diretto feeling tra madre e figlia. La ” Pascazio”.in veste di mamma-Poetessa,propone in versi un auto-incoraggiamento, che riesce ad ottenere,”Aggrappandosi”,all’innocente mondo della sua Piccola,la quale ignara, trasferisce una reale forza d’animo alla mamma, un’energia vitale non comune,che riesce a far superare alla nostra brava Autrice, momenti di disperato sconforto esistenziale-Con la frase:” Piccola mia”,chiude il sipario poetico,ad un tema,illustrato dal Carducci,dal Pastonchi e da vari Autori,che hanno messo in risalto con i loro versi,un magico universo infantile-Forse quegli occhi innocenti che la guardano, le daranno la forza per continuare,a superare gli ostacoli esistenziali , mentre noi, leggiamo appassionati, la sua bella poesia-GrazieMimma Pascazio,i tuoi versi, toccano la nostra anima-

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Commento di Pascquale Solano alla poesia La forza della vita

Molto umana e sentita, questa elaborazione letteraria di Mimma Pascazio da Bari, che viene proposta e scissa in due contesti biologici,apparentemente in contrasto tra loro. Nel Primo iter,o cammino letterario, La nostra brava Poetessa ,riflette con motivata determinazione , gli anfratti di circostanze negative,che sembrano condizionare la sua anima. Poi dopo una solerte pausa di riflessione, la condizione precedente viene annullata, per dare spazio ad una direi quasi resurrezione poetica,espressa elegantemente nei suoi versi,quasi miracolosamente suffragati da un nuovo evento,cioe’ dal coraggio di una madre, che da alla luce una nuova vita e salva pure la sua. Il risveglio e la naturale consapevolezza, molto bene calcolati,vengono annunciati sulle note poetiche,di un felice ritorno alla vita ed alla sublimazione di viverla,nel miglior modo possibile. Il messaggio che scaturisce dall’intera tematica,e’ sostanzialmente logico: occorre umanamente accettare qualsiasi condizione biologica,in attesa di momenti migliori,che contribuiranno come nel finale di questo componimento poetico, a soffocare quel pianto e tornare a sorridere ancora,come La” Pascazio” egregiamente illustra nel finale, con la forza e l’amore,nella nostra vita-Un’accettabile filosofia esistenziale.espressa dalla magica penna di una grande Autrice : Grazie Mimma Pascazio-

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Commento alla poesia Io ci sarò. di Pasquale Solano Poesia,

dai toni intensamente materni ed umani,di una madre, preoccupata per il futuro di una figlia. Nella prima parte dell’ esposizione poetica, l’Autrice di questa bella ode,offre una suggestiva scenografia letteraria,condensata in un amore materno, che oltrepassa ,tramite una marcata, quanto sensibile emotivita’, i limiti del raziocinio umano, per incanalarli in un riflessivo quanto audace interrogativo: Lei sa,che la sua Bambina ( Tiziana),e’ ammalata seriamente e momentaneamente l’assiste, con la sua presenza materna,mentre nella sua mente si fa strada,una domanda, che l’assilla da tempo:” Ora ci sono io con te, ma dopo, quando non ci saro’ piu’, come farai , Amore mio ? “- Una problematica fortemente assillante, a cui non si puo’ dare un’adeguata e definitiva risposta ! Poi, sorge spontaneo quell’invito letterario,che confermera’ per sempre la sua presenza, oltre la soglia e la dimensione dell’impossibile: Questo, solo per offrire una sintomatica e futura sicurezza,ad un Essere infelice- Il tutto viene amalgamato nella frase:” Io ci saro’ ! “- In parole povere,vuole attestare la sua presenza,il suo continuo amore,pure di fronte all’evidenza di una futura assenza, sotto forma di una percezione che Tiziana sentira’,a livello umano-emotivo.Questo puo’ accadere,quando l’infinito amore di una mamma,verso la sua creatura, non accetta la realta’ e nessuna condizione ,anzi tende a modificarle. La bambina soffriva le pene della sua malattia,in quel lettino,mentre la mamma,a lei vicina, cercava di rincuorarla, con un sottile e flebile alito di speranza ed incoraggiamento,accompagnati da gesti amorevoli,come baci e carezze,per guadagnare tempo e far dimenticare lo stato momentaneo di sofferenza. Infatti leggiamo,una frase,che codifichiamo in un’apparente sentenza:” “sssss, piccola mia, ora passerà, … tu sei più forte d’ogni tuo male,.. coraggio,amore , lo sai che passerà….. Il nostro auspicio e’ che Dio,con il suo dito guaritore e nella sua misericordiosa pieta’, possa guarire la bambina,perche’ se all’uomo un progetto e’ irraggiungibile, nel divino vocabolario del Creatore,non esiste la parola” Impossibile”- Continuando l’analisi, pare che la forma di speranza,viene racchiusa nella penultima strofa , che dice:” Tu pensami “intensamente,” e …mi sentirai!!! Ne sono certa , tesoro, io domani e sempre per te ci sarò!!! ” Noi commossi, dalla forza d’animo di questa grande madre-coraggio, leggiamo con un velo di nostalgia letteraria, la sua esposizione ,anelando all’intervento di Dio,che potrebbe risolvere tutto. Come sarebbe bello, se un giorno la “ Pascazio”, ci dicesse:” Mia figlia sta meglio, sta per guarire.” Se cio’ ,a Dio piacendo,dovesse accadere, questa sua bella poesia, rappresenterebbe la migliore preghiera,che una mamma, avrebbe potuto scrivere,per la sua Creatura ammalata,che io, abbia mai letto. Grazie e scusatemi per la commozione- Pasquale solano- Grazie Pasquale, è il mio più grande sogno e speranza poter dire ,mia figlia è guarita … Io mi metto nelle mani del Signore , …e prego!!!! Il tuo commento mi ha fatto piangere più di quando ho scritto……IL pensiero che esistano creature, uomini dotati di tanta sensibilità, e bontà d’animo mi commuove e mi concilia con gli esseri umani….

Pasquale Solano

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Francesco Luca Santo

di Sulle ali della mia fantasia.

L’opera di Mimma Pascazio è un dipinto, anzi un ritratto di
donna che s’incide nella mente, nel cuore, ma soprattutto
nell’anima di chi legge! Sì, proprio così, un dipinto che si fa
spazio nell’anima dell’altro senza essere invasivo, senza urtare
la sensibilità altrui. E’ un contorno di parole, spesso strozzate in
gola, che premono sul petto di una donna-madre-moglie fragile,
apparentemente, e forte! Forte al punto tale d’afferrare con
tutto il proprio amore le mani e i respiri dei suoi figli, con quella
dolcezza innata che solo le mamme hanno, che solo i figli sono
degni di conoscere. Mimma è una mamma che ha lottato e lotta
per i figli, non solo quelli carnali ma anche per i bambini,
i ragazzi meno fortunati che hanno sofferto l’instabilità
strutturale scolastica. E bene, Mimma ce l’ha fatta, o meglio,
il suo amore di mamma-donna-moglie c’è l’ha fatta!
Perché se si vuole… tutto nella vita può cambiare!
La poetica dell’autrice è schietta, onesta, non vuole stupire con
la pomposità della penna; il suo talento è proprio quel cuore
che abbraccia gli altri, questo fa dei suoi versi un capolavoro!
E non pensiate che io stia esagerando o dicendo ciò per fare un
elogio maestoso all’autrice, vi sbagliereste! Dico questo perché
i capolavori, credo da sempre, nascano dalle lacrime che
bagnano il volto, che urlano al vento. Nascono dall’umiltà di
gente che, come Mimma, sanno dire tanto, tutto del proprio
dolore ma soprattutto tutto su ciò che il mondo, anche
nell’oscurità, riesce a dare!

Francesco Luca Santo

Dalle Ali dell’amore

La vita e l’amore sono facce della stessa medaglia. Non c’è vita senza amore e non c’è amore senza quella vita che sprigiona emozioni, le soffoca, le amplifica e spesso, molto spesso, le annienta. “Le ali dell’amore” è tutto questo e molto più. È amore, passione, rabbia, dolore ma mai rassegnazione. Già rassegnazione, quella che si prova quando un intero mondo ci crolla addosso, quando le basi del nostro faro cedono e noi naufraghiamo nell’abisso, e proprio dall’abisso viene fuori l’opera di Domenica Pascazio anzi Mimma, la figlia, sposa, madre e donna che qui, in questi fogli bianchi, ha messo a nudo se stessa, ha parlato di sé senza alcun freno con il cuore in mano ed una penna tremante che ha lasciato vivere tutti i sentimenti che si mischiano e contrastano tra di loro nel suo animo. Si dice che spesso tutto si rompa con la morte, che quando la signora in nero, con i suoi occhi spietati, si avvicina a noi lascia solo aridità e lacrime; sì, convengo con questo ma non sempre però, o meglio dire, mai però la morte l’ha realmente vinta. Se è vero che molto cambia in noi, che un senso di vuoto ci svuota di tante cose, un’àncora di salvataggio c’è sempre ed è quello scoglio duro, ostinato e indistruttibile che si fa chiamare amore. Sì, perché esso o meglio egli non muore con la morte, perdonatemi il gioco di parole, ma diventa il fulcro al quale la nostra vita si stringe e cerca quella riscossa, quel lento ma stabile risalire dall’inferno. È in quei momenti che egli si fa più grande, si ingigantisce e staziona nel nostro intimo con tutta la sua possanza legandoci ancora di più al cuore dell’altro, unendoci in una sorta di “ombelicalismo” alla persona che non c’è più. L’amore diviene sogno e speranza, canto e poesia e da tutto questo vien fuori quella forza che ci fa andare avanti, che ci schioda dalla croce del lutto e ci fa dire no, tu non hai vinto perché in me ci sarà sempre il suo respiro, il suo pensiero e il suo amore, e per questo continueremo a vivere insieme per sempre fino a quando non ci riuniremo nello spirito volando fino ai confini dell’infinito.

Francesco Luca Santo

 

 

 

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Valtero Curzi

La poetessa Pascazio attraverso i suoi versi percor
re quel cammino introspettivo di ricerca e analisi
esistenziale, anche severa, per potersi definire e ac-
cogliere nelle rimembranze e ricordi del vissuto. I
suoi versi, allora, sono la memoria che li percorre
e veste con l’emozionalità di ricordi e speranze
anche, ma tutto racchiuso nel vedere emozionale
di chi sa “ sentire” la vita come momento unico. I
suoi versi, in innumerevoli passaggi e visioni, si af.
fidano al senso della meraviglia come connotato
emotivo per raccontare il rapporto duale e antino-
mico fra l’Io che sente e vede ciò che lo circonda e
tocca la natura che è portatrice di tanta meravi-
glia osservata. In particolare i versi”passano” so-
prattutto nella dimensione naturalistica del mare,
della distesa e anche inconscia dimensione, delle
profondità marine. In quella dualità tra l’Io, sog-
getto narrante di poesia, e la profondità di sguardo
e d’immagine del mare, dimensione inconscia e
quindi nascosta in sé, sta tutta la visione emoziona-
le di molti suoi suggestivi versi. Il suo racconto
poetco coglie dimensioni fondamentali, legate fra
loro da un’analogia di significato in cui l’Io poetan-
te ne è la centralità. Seppur i suoi versi attraversino
il sentimento dell’ amore, o l’emozione provata nel
porsi di fronte ad una manifestazione della natura,
o anche definire il vivere nella situazione quotidia-
na della realtà, in tutti questi momenti esistenziali,
c’è la centralità del poeta che “sente” ciò che gli si
contrappone e direi iggettiva avanti a sé. Il tutto
sta nella propria emozionale meraviglia a “accoglie-
re” quanto veduto e sentito come dimostrazioni
della Natura stessa non come materialità accogliente
ma dimensione viva e fluttuante di esistenza. La sua
natura allora è physis, e va intesa come divenire del
mondo, e l’anima partecipa a quel divenire come
stato cosciente si quell’animismo cosmico.

Valtero Curzi

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