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Buona navigazione.

Risalgo lungo il sentiero
fra i monti superbi
e trattengo le lacrime a forza
nella polvere di gelo.

L’eco di un vecchio tamburo
si attacca e
resiste dopo un lungo viaggio

dove ti ritrovo scalfita

C’è troppo silenzio in
questa vertigine di occhi
nelle sordità dei nostri gesti

dove precipitano tutte le parole
dove donna smette
dove maschio rantola.

Pensieri che sfrangiano pensieri e
ne raccolgono filamenti d’ uomo.

L’oceano è diventato un
manto sfilacciato fra gli
anni rubati agli anni
pezzi di vetro fra le
bracciate immobili.

Esisto
nella ricerca dell’ ordine
nel fascino del caos.

Adesso sono un Dio umano
pestato a sangue e
gettato fra le umide segature
del celeste impero del niente

sono carne appesa al chiodo
segmento scisso da
un credo lento a morire.